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Testi
 

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Paolo Belloni

Simone Cola
Un premio per Bergamo

Arturo Montanelli
La percezione della complessità

Vanessa Pesenti
Qualità del costruire

Silvia Lanzani
Uomo e Architettura

Davide Pagliarini
L'architettura è dappertutto
Paesaggi Minimi e paesaggi domestici

 

 

Un premio per Bergamo
Simone Cola
Vice Presidente CNA

Il paesaggio italiano contemporaneo non si distingue, nel suo complesso, per una gestione particolarmente attenta alla qualità architettonica, consapevole della necessità di garantire un corretto rapporto tra produzione edilizia e contesto.
Molto spesso, probabilmente troppo spesso, le logiche e le dinamiche connesse alla crescita economica e allo sviluppo produttivo hanno privilegiato uno sfruttamento del territorio incapace di ricercare un'adeguata valorizzazione del progetto d'architettura.
Il paesaggio è stato frequentemente visto come un ostacolo piuttosto che come un vincolo capace di stimolare le migliori risposte progettuali; raramente si è capito che questa risorsa, con il suo portato culturale ed economico, può contestualmente costituire una fonte di ricchezza materiale e d'identità condivisa.
In un contesto spesso incapace di percepire la qualità come motore di sviluppo anche le procedure di assegnamento degli incarichi professionali, in particolare quelli pubblici, si sono assai raramente distinte per la ricerca dell'idea migliore rispondendo a logiche assai più prosaiche.
Le battaglie condotte da professionisti e sistema ordinistico per l'adozione della procedura del concorso di progettazione e, più in generale, per la promozione della qualità architettonica hanno, in tal senso, ottenuto riscontri assai inferiori a quanto accade in altri paesi continentali quasi che l'Italia odierna non abbia bisogno di continuare a produrre bellezza.
Il paradosso di tale situazione è che nel paese europeo con il maggior numero di architetti (ad oggi circa 150mila di cui oltre 28mila nella sola Lombardia) la qualità del progetto di architettura non costituisce una priorità per politici, amministratori, imprenditori e società civile; questo nonostante il buono, quando non ottimo, livello di molti progettisti.
In questo contesto poco esaltante il premio promosso dall'Ordine degli Architetti PPC di Bergamo ha avuto il merito di censire le realizzazioni che, nel corso dell'ultimo decennio, hanno caratterizzato uno degli ambiti più dinamici del nord Italia dimostrando come sia possibile ricercare, pur all'interno delle mille contraddizioni della situazione attuale, un'idea di qualità architettonica attenta al contesto e, al tempo stesso, capace di esprimere la propria attenzione verso il dibattito disciplinare nazionale ed internazionale.
Molte opere, non soltanto quelle premiate, hanno evidenziato, in modo diffuso sul territorio provinciale e intervenendo su tipologie e scale d'intervento assai differenziate, come sia comunque sempre possibile, con competenza, tenacia e passione, produrre della qualità architettonica diffusa e come, in tal senso, le procedure concorsuali costituiscano un fondamentale elemento di valorizzazione delle professionalità migliori. Uscendo dalla logica perversa dei progetti eclatanti che fanno il verso alle opere più o meno clamorose delle (vere o presunte) archistar il Premio OAB ha dimostrato come si possa intervenire in modo consapevole e misurato sul territorio e come, di conseguenza, ci siano tutte le condizioni tecniche e professionali per promuovere un modello di sviluppo rispettoso del territorio fondato anche sulla qualità delle opere edili.
La stessa struttura dell'iniziativa, che ha convolto anche committenti e costruttori, e le attività a questa collegate hanno dimostrato come esista sul territorio locale un contesto fortemente consapevole della necessità di produrre opere generate da procedure coerenti lungo tutto il proprio percorso: dalla procedura di affidamento dell'incarico, alla progettazione dell'opera, alla realizzazione della stessa.
L'idea di sostenibilità di cui oggi tanto spesso si parla, magari anche a sproposito o in modo strumentale, rispetto alle procedure edilizie passa proprio dai presupposti precedentemente ricordati; in tal senso il Premio OAB ha avuto il grande merito di evidenziare, anche con i progetti esposti in questo catalogo, come la qualità del progetto architettonico sia assolutamente perseguibile e che è soltanto nostra responsabilità, in qualità di amministratori, committenti, progettisti e costruttori, fare bene la nostra parte per renderla un elemento imprescindibile del nostro panorama quotidiano, sia fisico che culturale.

 
Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Bergamo Bando dell'edizione 2012